Tronchetti Provera: com’è cambiata l’imprenditoria in 4 decenni

La storia manageriale di Marco Tronchetti Provera è, se vogliamo, legata a doppio filo a quella imprenditoriale dell’Italia intera, perché ne ricalca molti degli aspetti più comuni e, se vogliamo, ne costituisce il paradigma di riferimento.

Gli inizi (anni ’70-’80): imparare dai migliori e replicare a livello locale

A differenza di altre famiglie già ben inserite nel panorama industriale, come gli Agnelli, Tronchetti Provera è uno dei molti tentati imprenditori che negli anni ’70 ha esigenza di emergere, e deve farlo in quasi totale autonomia. Siamo in un contesto storico in cui si avverte la fine del boom degli anni ’60, e in cui non vale più la legge secondo cui “in Italia chiunque può fare i soldi”. Gli anni d’oro post bellici stanno per terminare, il mercato inizia a saturarsi, e chi vuole fare carriera ora ha bisogno di mostrare idee originali.

Dopo la laurea infatti va a lavorare per sei mesi a Londra presso la P&O, compagnia di trasporti e logistica. È qui che capisce che il sistema anglosassone di fare logistica è avanti anni luce rispetto a quello italiano, quindi torna in patria e fonda la sua società di logistica. Si chiamerà Sogemar, avrà un successo clamoroso, e ne sarà presidente fino al 1986.

Dal locale al nazionale (anni ’80-’90): l’approdo in Pirelli

Il primo passo quindi è stato fatto: Tronchetti Provera si è affermato come imprenditore valido e competente a livello regionale, attirando per tanto su di sé gli interessi dello stesso Leopoldo Pirelli, allora presidente dell’omonima società di famiglia.

Sono gli anni ’80, quelli dell’economia rampante e spregiudicata, dei manager ricchi come le rock star e delle scalate coraggiose, a volte troppo coraggiose. Se Tronchetti Provera rappresenta appieno il manager dell’epoca, non si può dire altrettanto di Pirelli, che a seguito di una serie di mosse imprenditoriali disastrose è costretto a lasciare la guida della società. Lo sostituirà proprio Tronchetti Provera, che tuttavia dovrà condurre l’azienda verso un nuovo modo di fare impresa: quello pericoloso, incerto e traballante degli anni ’90.

Difendere il difendibile: gli anni ‘90

L’ultimo dello scorso millenio è per l’Italia uno dei momenti economicamente peggiori della sua storia recente. A partire dallo scandalo di mani pulite il Paese regredisce sotto ogni punto di vista, e nuove ed emergenti economie scalciano in maniera sempre più aggressiva per farsi strada.

Viste le scelte discutibili del suo predecessore, Tronchetti Provera non solo vive questo periodo in seno alla più generale crisi nazionale, ma deve anche difendere la sua azienda dagli attacchi di una concorrenza molto selezionata, e quindi spietata. Lo fa tagliando i rami secchi di Pirelli e investendo esclusivamente sui prodotti di punta, ovvero nei pneumatici. La vendita di OTI (branca di Pirelli che si occupava di realizzare sistemi ottici), gli permette di acquisire prima Olivetti e, da qui, di diventare presidente di Telecom, posizione che poi sarà costretto a lasciare (ma non prima di aver portato a termine un’altra grande operazione di successo: la fusione con TIM).

Gli anni 2000: la consacrazione internazionale

Il nuovo millennio per l’Italia significa la scoperta del fatto che il Made in Italy all’estero è estremamente apprezzato e deve essere commercializzato meglio di come era stato fatto fino a quel momento.

Stabilizzata la situazione di Pirelli, e liberatosi dalla “zavorra” di Telecom, Tronchetti Provera trova uno storico accordo con i cinesi di ChemChina, ai quali vende le quote di maggioranza della società della Bicocca pur rimanendone CEO.

Quella di Tronchetti Provera è dunque una storia di successi, di tanti alti e qualche basso, dai quali comunque l’imprenditore milanese è riuscito sempre a trarre il meglio riuscendo, cavalcando da protagonista dapprima i trend imprenditoriali nazionali, poi quelli internazionali, senza però mai rinunciare alla propria identità.